A CURA DI GIAMPAOLO LEO

 

Lo scorso sabato è andata in scena l’unica tappa italiana della tanto attesa (per molti) reunion delle zucche: gli HELLOWEEN.

Tutti i membri originali e storici unitamente agli attuali componenti della band stanno portando in giro per il mondo un bellissimo spettacolo ripercorrendo, come un ideale viaggio a ritroso nel tempo, la storia di una delle più importanti band di speed/power metal mai esistite. Puntualmente come un raffreddore invernale si sono scatenate le inevitabili accuse dei detrattori, che considerano questi eventi nient’altro che una commercialata e un carrozzone volto esclusivamente a raccattare più denari possibile.

Personalmente ritengo che lo show di 3 ore, messo in atto dalle zucche teutoniche, è stato gradevole, a tratti entusiasmante, regalando ad una varia fascia di età (dai 16enni ai 50enni e più) una notte di sano e divertente heavy metal contaminato dallo speed degli esordi e dal power del periodo d’oro. I 7 componenti conoscono il fatto loro essendo alcuni di loro dei professionisti con 30 anni di esperienza alle spalle e si amalgamano alla perfezione in questa band “allargata” per l’occasione.

Alle 20.30  puntuale come un orologio svizzero risuona l’intro di “Keeper parte I” e dopo essersi abbassato l’enorme tendone dove troneggiava il logo della band, irrompe come un tornado la canzone “Halloween” scatenando i Metalhead italiani accorsi in massa all’evento metal dell’anno. La sintonia tra Kiske e Deris è già consolidata dalle tante date in giro per il globo e la lunga canzone introduttiva fila via senza intoppi dando l’impressione di un ottimo aperitivo per una cena succulenta che di lì a poco i tedeschi serviranno nel ristorante meneghino.

Dopo 12 minuti tirati senza far riprendere minimamente il fiato arriva “Dr Stein” e l’adrenalina continua a scorrere copiosa nelle vene dei presenti. Una delle simpatiche trovate per far tirare un pochino il fiato alla band e ai presenti sono i corti animati creati ad hoc per l’occasione che fanno da preludio alle canzoni. Si prosegue con “I’m Alive” e la band nonostante qualche piccolo problemino tecnico, suoni da registrare e voce di Kiske che alcune volte nelle parti acute viene quasi inglobata dal suono delle chitarre, continua a deliziare i presenti con bordate di puro sano e divertente metal.

Arriva il momento dell’alternanza fra i due vocals e dopo il momento di Kiske ecco quello di Deris che regala una doppietta di tutto rispetto, con l’intro di piano ad aprire “If I could fly” cantata a squarciagola da tutto il forum e poi con “Are you metal” dove c’è il primo vero coinvolgimento con il pubblico dove Deris gioca sapientemente con il ritornello della canzone.

Torna Kiske, cantando “Kids of the Century” l’unica canzone tratta da “Pink Bubble Go Ape” album a mio parere sottovalutato e il primo orfano di Hansen. Ancora Deris con “Wait for the Thunder” forse la song meno entusiasmante dell’intera serata che avrei voluto vedere sostituita con “Rise or Fall” decisamente più divertente e conosciuta ma questi sono dettagli. Si Riprende a duettare con “Perfect Gentleman”, dove Deris  gioca con tutti i membri della band e ritorna a coinvolgere attivamente il pubblico, ormai in stato di trance musicale.

Arriva il momento atteso da molti fans della prima ora ovvero quello di Mr. Hansen, che sale in cattedra con un medley da urla sfrenate , facendo la gioia di tutti e sparando in faccia e in sequenza le immortali “Starlight”,”Ride the Sky”, ed “Heavy Metal is the Law” dal primo mitico album “Walls of Jericho”. un nota personale…. limitato a pochi brani il chitarrista tedesco possiede ancora una bellissima voce graffiante, acuta e squillante, e nonostante le estensioni vocali dei due titolari siano inarrivabili per lui, la sua prova risulta ancora dannatamente efficace.

Uno dei momenti più riusciti dell’intero show.

La presenza di due trespoli dà il via al momento più intimo della serata dove i due cantanti come dei vecchi amici davanti ad un bancone del bar intonano un ballad di forte intensità come “Forever and One” mostrando, se mai ce ne fosse stato il bisogno, le doti vocali di entrambi che interpretano il brano con un pathos da brividi! La lunga ballad “A Tale That Wasn’t Right” esplode in tutta la sua bellezza, offrendo attimi di autentica poesia metal con un Michael Kiske letteralmente sugli scudi.

“I Can” una delle hit dell’era Deris scatena dei piccoli e contenuti poghi un attimino fuori contesto per la musica proposta ma comprensibili visto l’entusiasmo che la canzone genera nei presenti.

L’omaggio doveroso al compianto Ingo con un gioco di immagini storiche che scorrono sul grande schermo, dove virtualmente l’indimenticato primo batterista si mette a duettare con il bravo Daniel Loebe, facendo da preludio dopo un lunghissimo e sentitissimo applauso  alla doppietta seguente composta da “Living ain’t a crime” b-side del singolo di Dr stein e dall’iconica  “Little time” dal primo Keeper che non fanno altro che esaltare ancor di più tutto il pubblico.

Come una costante per tutto il concerto esce kiske ed entra Deris con una tripletta di tutto valore composta da “Why” “Sole Survivor” e sopratutto “Power” che ottiene un’ovazione dal palazzetto. Nuovo duetto su “How Many Tears” con partecipazione di Hansen nella storica canzone dell’era  di “Walls of Jericho”. Dopo un primo saluto e presentazione di tutti i componenti i nostri escono per preparare i bis che metteranno a ferro e fuoco il Forum e faranno toccare alla band l’apice dello show.

Dopo alcuni minuti l’intro “Invitation” fa esplodere i circa 7000 fans accorsi a questo evento unico. Una volta partiti i riff di “Eagle Fly Free” è il delirio assoluto! La voce di Kiske dopo i tentennamenti iniziali dà il meglio nelle canzoni più rappresentative della storia delle zucche tedesche con valido aiuto che verrà da Deris per un finale emozionante ed appagante.

La successiva “Future World” e soprattutto “I Want Out” sono le ideali ciliegine su una torta a più strati, ricca e gustosa che la band tedesca ha servito ai metallari italiani accorsi in massa…il tripudio di palloni con l’effige della band a svolazzare nel parterre, in una giocosa e coinvolgente ultima canzone fa terminare la festa….  Personalmente esco dal forum con un ricordo personale (una t-shirt celebrativa) di questo meraviglioso ed unico evento, ritenendomi fortunato di esserne stato spettatore.

In conclusione, posso affermare di essere stato incredibilmente colpito da Andi Deris (che vedevo per la prima volta) protagonista “quasi” alla pari di Hansen e meritatamente cantante degli Helloween, che oltre ad offrire una prova superlativa ha dato più di una mano al collega Kiske apparso ancora deficitario in alcuni passaggi, causa problemi con la voce avuti all’inizio del tour, che sembra gli abbiano lasciato un tantino di strascichi.

Questa disponibilità di Deris ha fugato in me ogni dubbio sull’effettiva autenticità dell’amicizia nata con Michael k. Kai Hansen, penso sia stato, senza rischio di essere smentito, l’autentico mattatore della serata, presentandosi in ottima forma sia sotto il punto di vista chitarristico, sia su quello vocale che come presenza scenica. Kiske come già accennato, ha avuto alcuni problemi con la voce ma per il sottoscritto che ha un’ adorazione personale per il “pelatone”, sentirlo sulle canzoni storiche dei due Keeper cantate dal vivo è stata comunque un’emozione unica! La sua presenza sul palco non è mai stata eccelsa ma la sua voce calda e potente compensa tutto, anche in questo momento dove non brilla per estensione vocale. Sasha Gerstner (inguardabile la sua capigliatura alla TOKIO HOTEL ahahahah) è stata una bella sorpresa, la “terza” chitarra ha dimostrato una buona personalità e offerto una buonissima prova partecipando attivamente durante tutto lo show, ritagliandosi momenti da protagonista.

Daniel Loebe ha svolto un eccelso lavoro emozionando tutti nel duetto virtuale con il compianto Ingo fornendo una prova possente e precisa veramente bravo.

Concludo con gli unici membri del nucleo originale rimasti ovvero Markus Grosskopf che ha svolto come sempre il suo lavoro oscuro con alcuni picchi nelle vecchie canzoni .L’unica nota “stonata” dell’intera serata è stata sua eminenza grigia Mr Weikath, letteralmente avulso dal tutto il contesto, svogliato, impreciso in alcuni frangenti e spesso in disparte anche nei momenti di unione dell’intera band: una delusione totale che non fa che convalidare le accuse che spesso gli furono mosse da molti di essere il vero “padre padrone” delle zucche, comportandosi come un egocentrico leader e colpevole dei tanti abbandoni dei membri storici(Kiske,Grapow,Kusch). Tutto e sopra di tutto ci sono state loro “Le Zucche Unite”, che stanno conquistando il mondo con il loro incredibile show e la serata di sabato al Forum di Assago la porterò nel cuore e negli occhi per sempre. Qui la setlist completa dello show!

Happy Happy Helloween!!!!

 

 

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