Siamo in una foresta, è notte, e sappiamo che il nemico è intorno. Non lo vediamo ma c’è. E noi siamo lì, in attesa di incontrarlo per lo scontro finale. “Endless Rage” è di fatti la colonna sonora di questa epica attesa. I cori intonano la grandezza di questa sfida come il compimento di un destino, consegnandola all’eternità, sotto lo sguardo severo degli dei. Poi lo slanciato vigore metallico delle chitarre, accompagnato dai serrati colpi di batteria, ci catapulta nella battaglia. Inizia così “WILL OF THE STRONG”.
Gli WHITE SKULL ritornano con un album che oggi, più che mai, si integra perfettamente con la tradizione più epica del metal. Si, avete letto bene: tradizione! Perché gli WHITE SKULL non manifestano alcun interesse nel ricercare esiti innovativi, o calcare sentiero non ancora esplorati. Più che altro non è nella loro natura: il loro è un sound tenace, vigoroso e per tanto riecheggia come il metallo di un’ultima resistenza, o di un’impresa eroica. Lo perfezionano qui, dopo una lunga carriera, facendone qualcosa di brillante, come un fabbro dopo che ha lavorato per le spade di interi eserciti.

 

Le sonorità neoclassiche impreziosiscono il primo pezzo “Holy Warrior”, facendoci un po’ ricordare i RHAPSODY di “DAWN OF VICTORY”. La loro è un’epica furente, una sontuosità battagliera. Nonostante i toni ogni pezzo è una melodia ben definita, forte di un’orecchiabilità che ne fa un album di facile assimilazione e, quindi, capace di esaltare gli animi più assetati di gloria metallica, come in “Grace O’Malley”. Merito di questo esito è anche la voce di Federica De Boni, che qui eleggiamo ad un’amazzone nostrana, artisticamente sorella della teutonica DORO. Una similitudine che suona ancora più azzeccata nell’energico e temerario pezzo che dà il titolo all’intero album. La sua è una voce graffiante e imponente alla stessa maniera, caratterizzata da una pienezza vocale che di fatti la mantiene comunque a distanza dalla tradizione incantata e dalle sfumature fatate del power al femminile anche nella ballad “Sacrifice”.
Gli WHITE SKULL si battono traccia dopo traccia, sotto il ritmo serrato della batteria e brandendo le loro armi sonore, costituite da martellate di chitarre, riff taglienti, ritornelli enfatizzanti e tanto altro, come se non ci fosse un domani. Proprio in piena tradizione power. Ed è proprio questo uno dei punti fondamentali dell’intero album: abbiamo più volte parlato del power e del suo “vizio” di assomigliare sempre a sé stesso, come nell’impossibilità di evolversi senza tradirsi. D’altro canto però la tradizione è di per sé un tradimento dello spirito originario, ma se questo tradimento viene elaborato con rapimento e convinzione, con pathos ed energia viva, non può che riuscire come un fuoco che riprende ad ardere anche nell’inverno più rigido. Da questo punto di vista ci vien da dire che gli WHITE SKULL ci credono e in “WILL OF THE STRONG” lo si avverte.

 

VOTO: 7

RSVP: LABIRINTH, DORO, RHAPSODY

 

 

Tracklist:

 

Endless Rage
Holy Warrior
Grace O’ Malley
Will Of The Strong
Lady of Hope
I am your queen
Hope has wings
Metal Indian
Shieldmaiden
Sacrifice
Matilda
Warrior Spirit

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