Nonostante l’età ancora giovane, i TRIVIUM sono dei veterani della moderna scena metal statunitense. A inizio carriera, nei primi anni 2000, sembravano destinati a diventare la next big thing; con il passare del tempo, però, la promessa si è sbiadita, nonostante la pubblicazione di album solidi e interessanti come “Ascendancy”, “The Crusade” e “Shogun”. Troppo melodici e attenti a seguire le mode secondo i metallari più intransigenti; troppo complessi e old school per poter conquistare davvero i cuori dei giovanissimi appassionati di metalcore.

Sta di fatto che, a quasi vent’anni dalla nascita, la band guidata dal cantante e chitarrista Matt Heafy è ancora qui e attiva più che mai. “The Sin and the Sentence” è il loro ottavo album e il primo con il batterista Alex Bent dietro le pelli. Prodotto da Josh Wilbur (già al lavoro con Lamb of God, Crowbar, Gojira e Hatebreed), il disco rappresenta un convinto ritorno a suoni più duri, che nel precedente “Silence in the Snow” erano stati momentaneamente messi da parte: le melodie epiche e le armonizzazioni di scuola Iron Maiden continuano ad avere il ruolo da protagonista, certo; basti ascoltare brani come la titletrack “The Sin and the Sentence”, “The Heart from your Hate” e “Other Worlds”. Ma qua e là sono sparse dosi massicce di growl, blast beat e doppia cassa che di certo non guastano; da questo punto di vista, gli episodi più interessanti sono “The Wretchedness Inside”, “Sever the Hand” e “Thrown into the Fire”.

Con “The Sin and the Sentence”, i TRIVIUM decidono di guardarsi alle spalle e creare un lavoro in grado di sintetizzare in poco meno di un’ora tutti gli “ingredienti” messi da parte nel corso degli anni, a partire dal debutto “Ember to Inferno” del 2003: strofe martellanti e cantate in growl, ritornelli melodici e immediati e uno stile chitarristico che deve moltissimo ai classici Iron Maiden, Judas Priest e Metallica, senza però mai essere datato. Tutto suona alla perfezione, ma a Matt Heafy e soci continua a mancare ancora qualcosa per rendere davvero appetitosa la “ricetta”: l’originalità.

 

VOTO: 6,5

RSVP (Raccomandati Se Vi Piacciono): KILLSWITCH ENGAGE, SHADOWS FALL, MACHINE HEAD, METALLICA

Label: Roadrunner Records

Anno: 2017

TRACKLIST:

The Sin and the Sentence

Beyond Oblivion

Other Worlds

The Heart from your Hate

Betrayer

The Wretchedness Inside

Endless Night

Sever the Hand

Beauty in the Sorrow

The Revanchist

Thrown into the Fire

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