A distanza di solo un anno da quello che fu un ottimo album, “Sgùrr”, torna THY CATAFALQUE con questo capolavoro intitolato “Meta”.

Partiamo dal presupposto che Tamas Katai, il polistrumentista dietro al progetto Thy Catafalque, si è spostato decisamente ed ufficialmente – se così possiamo dire – da una visuale tipicamente post black-metal, ad una più nettamente avantgarde-post metal. Il risultato? Una bomba notevole, direi.

“Urania” e “Siraly” danno il giusto appeal  a quello che è un inizio trascinante, malinconico e potente. Si torna un pò alle origini con “10^(-20) Ansgstrom” e “Ixion Duun”, arrivando alla fine del “primo tempo” del lavoro, con “Osszel Otthon”, intermezzo strumentale che lascia spazio a qualcosa di molto potente.

“Malmok Jarnac” è un vero e proprio “atto musicale”, di 21 minuti e oltre: aperture quasi liriche, intermezzi ed echi sinistri. Quello che davvero colpisce è la fluidità di un brano di questo tipo, che scorre via senza mai affaticare l’ascoltatore.

Chiudono l’album “Vonatút az éjszakában”, “Mezolit” e la sonata finale quasi folkeggiante “Fehérvasárnap”.

Un disco maturo, imponente ed importante.

VOTO: 8,5

RSVP:  NEGURA BUNGET, BLUT AUS NORD, SOLEFALD

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Tracklist:

1. Uránia
2. Sirály
3. 10^(-20) Ångström
4. Ixión Düün
5. Osszel otthon
6. Malmok járnak
7. Vonatút az éjszakában
8. Mezolit
9. Fehérvasárnap

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