Diciamolo subito: la parte elettronica di questo album è un sofisticato impianto sonoro che conferisce ai pezzi non solo uno spessore fantascientifico, ma anche una robusta iniezione di allucinazioni uditive. Il resto è un sforzo muscolare, intriso sicuramente di alto tecnicismo, che però a breve stanca (limite un po’ intriso all’intero filone numetal da cui in qualche modo gli THE INTERBEING derivano).
Ma andiamo con calma, lo diciamo a mo’ di ossimoro, poiché “AMONG THE AMORPHOUS” di calma non ne ha proprio.
Gli THE INTERBEING ci catapultano subito nel loro mondo fatto di cyber battaglie e inquietanti intelligenze artificiali con la serrata e magnetica overture “Spiral Into Existence”. Esplodono il cantato urlato e le gravi chitarre, ma è sempre l’esoscheletro electro-industrial a mantenere il pezzo su livelli cyborg-apocalittici.

 

Queste acrobazie cibernetiche si riducono però presto ad effetti taglienti e stranianti (come l’allarmistico risuonare delle sirene) lasciando così spazio ad un sound più di genere con “Deceptive Signal”. E’ in verità l’inizio di una parte dell’album caratterizzata da un rabbioso tecnicismo e da un’aggressività diabolicamente sintetica, ma che in sostanza si traduce in pezzi che possono attrarre gli appassionati, o forse fomentare gli animi in un live, ma che all’ascolto non guizzano più di tanto e stancano subito. La contaminazione presente nel primo pezzo è già un lontano ricordo e di essa sembra si sia conservata solo qualche piccolo accenno, almeno fino allo spartiacque “Cellular Synergy”.
Si tratta di un pezzo di neanche due minuti che ha la straordinaria capacità di evocare atmosfere da Blade Runner e che nell’album ha quasi l’effetto di schiudere una porta del tutto inaspettata, rivelando così l’ingresso per un’astronave pronta a salpare, con rimbalzanti fragori spaziali e una voce elettronica che in qualche modo ci prepara al viaggio, per poi tradursi in un nuovo cibernetico incubo. Un incubo che echeggia fino alle sonorità allucinate di “Sum of Singolarity”, che come virus si insinuano perfettamente tra wall of sound e granitici cambi di tempo.
“AMONG THE AMORPHOUS” rielabora una sorta di furore congenito in un tecnicismo virtuoso, da qui cerca di compiere un passo avanti. Per questo la band danese fa appello all’elettronica mutuata sempre più dalla fantascienza. L’esito è in molti pezzi orecchiabile e accattivante, ma l’energia intrisa nell’album tuttavia non travolge, né coinvolge come vorrebbe.

 

VOTO: 6,5

RSVP: BREACH THE VOID, BLACK COMEDY, SYNTHETIC BREED

 

 

1. Spiral Into Existence
2. Deceptive Signal
3. Sins Of The Mechanical
4. Borderline Human
5. Purge The Deviant
6. Cellular Energy
7. Enigmatic Circuits
8. Pinnacle Of The Strain
9. Sum Of Singularity
10. Among The Amorphous

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