Ulf Theodor Schwadorf (The Vision Bleak, Empyrium), deus ex machina dei Sun Of The Sleepless, se l’è presa decisamente comoda per terminare questo primo album, intitolato “To The Elements”: ben 19 anni, intervallati da uno split con i Nachtmahr uscito nel lontano 2004. Un debutto dalla gestazione così lunga da meritarsi un posto nel Guinness dei Primati.

 

Schwadorf ha composto e registrato i brani di “To The Elements” in totale solitudine, servendosi di tutto il tempo necessario per realizzare un’opera il più vicino possibile alla sua personalissima visione del black metal. L’attenzione riservata alle melodie, agli arrangiamenti e a ogni singolo dettaglio è la prova del fatto che siamo di fronte a una prima uscita assolutamente fuori dal comune, frutto di un lavoro ragionato ma svolto con grande passione.

 

È proprio la passione l’elemento chiave di “To The Elements”; Schwadorf rende un sentitissimo omaggio al genere e ad alcuni dei suoi maggiori esponenti (Burzum, Emperor, Enslaved) senza mai scadere nel semplice citazionismo. Ci riesce, come già detto, provando nuove soluzioni e idee che contribuiscono a dar vita al “suo” black metal: raffinato, oscuro, melodico e dal forte impatto emotivo. Una profondità espressiva legata soprattutto alla capacità di Schwadorf di pescare soluzioni da altri stili – un esempio su tutti: il suggestivo folk blues acustico di “Forest Crown” – senza però snaturare troppo la sua proposta.

 

I segni distintivi del black metal, infatti, ci sono tutti e hanno ampio risalto in quasi tutti i sette brani di “To The Elements”: voce in scream; batteria imponente tra blast beat e doppia cassa; tremolo picking veloce e preciso. Non mancano caratteristiche più “sinfoniche” che contribuiscono a rafforzare gli aspetti melodici e meno spigolosi dell’opera (cori da chiesa a profusione e tastiere). Ed è proprio quando i ritmi rallentano e il lato più “musicale” prende il sopravvento che Schwadorf dà il meglio di sé, dimostrando ottime doti di compositore e arrangiatore: l’oscurità di “The Owl”, la solennità quasi ambient di “The Burden” e il carattere epico della bellissima cavalcata finale “Phoenix Rise” rappresentano i vertici creativi più rappresentativi del disco, i tre momenti che rendono questo “To The Elements” un lavoro davvero memorabile e consigliato a tutti gli amanti del genere.

 

VOTO: 8

 

RSVP (Raccomandati Se Vi Piacciono): Burzum, Emperor, Carpathian Forest, Enslaved

 

Label: Lupus Lounge

Anno: 2017

Tracklist:

The Burden

Motions

The Owl

Where in My Childhood Lived a Witch

Forest Crown

In the Realm of the Bark

Phoenix Rise

 

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