THE NINTH HOUR è uno di quegli album destinati a dividere il pubblico, precisamente tra chi viaggia in una dimensione onirico-fiabesca e chi rischia un coma per elevata glicemia nel sangue.
Ma partiamo dall’inizio.
I SONATA ARCTICA fanno parte di quella scuola di Power Metal finlandese caratterizzata da chitarre virtuose, tastiere melodiche e in un sound alquanto patinato. E questo lo sappiamo. Oggi però l’interpretazione di questo filone lascia ben pochi margini di evoluzione: tra cavalcate, voci pulite, flauti e altri suoni sintetizzati sembra che sia proprio difficile produrre qualcosa che non dia già di ascoltato. E di questo ce ne siamo un po’ tutti accorti (o quasi). Ora, il punto è che i SONATA ARCTICA, provando e riprovando a varcare questo limite, sono riusciti ad approdare a qualcosa, di non ancora specificato, proprio con THE NINTH HOUR.
Certo, tutto il repertorio power possibile è immancabile, oltre che ben confezionato in piena tradizione SONATA ARCTICA, ma la vera differenza è la scelta di aver puntato ancora di più sulle tastiere. Insieme alla principesca voce di Tony Kakko, le neobarocche tastiere di Henrick Klingenberg, con tutto il loro corollario sintetizzato (pianoforte, flauti, cori, etc), sono presenti in misura massiccia, al punto da far cadere in secondo piano le chitarre elettriche, sempre più costrette verso un accompagnamento “artico” (ma non troppo). Per i nostalgici non solo del metal, ma semplicemente del più puro e granitico rock, a parte “fairytale” c’è ben poco: i pezzi più “cavalcanti” sono spesso intrisi di intermezzi o motivi melodici come se non ci fosse un domani, arrivando talvolta a tramutarsi in una sorta di filastrocche eseguite in metal style come “Till death’s Done Us Apart”, mentre le ballate, come “we are what we are” o “among the shooting stars”, scadono sempre più in incantati melodrammi in cui si estingue anche l’ultimo timido ritmo rock.

 

Potremmo dire, in buona sostanza, che THE NINTH HOUR è un album metal povero di rock. Evitando di fare un mero discorso di genere, diciamo che pezzi alla “Wolf and Raven” sembrano molto lontani. Può quindi piacere come non può piacere per lo stesso e identico motivo. I fan dei Sonata Arctica, soprattutto quelli che hanno apprezzato i lavori appena precedenti, sicuramente non ne rimarranno delusi. Tutti gli altri non potranno che scaricarlo al secondo pezzo.
Da un certo punto di vista, per concludere, quest’ultimo lavoro ha tutte le carte per diventare un album storico, quello che potrebbe traghettare la band verso qualche altro lido. Se il power metal, nei suoi ingredienti possibili, è ormai ad un vicolo cieco, e se solo la trasformazione può portare i suoi gruppi a produrre qualcosa che non dia già di sentito, I SONATA ARCTICA hanno scelto la via della melodia. Resto però da chiedersi fin dove si spingeranno…

 

VOTO: 5
RSVP: STRATOVARIUS, AVANTASIA, NIGHTWISH

album

TRACKLIST:

Closer to an Animal – 5:22

Life – 5:06

Fairytale – 6:38

We Are What We Are – 5:25

Till Death’s Done Us Apart – 6:06

Among the Shooting Stars – 4:10

Rise a Night – 4:28

Fly, Navigate, Communicate – 4:27

Candle Lawns – 4:32

White Pearl, Black Oceans Part II – “By the Grace of the Ocean” – 10:13

On the Faultline (Closure to an Animal) – 5:33

Run to You – 3:30

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