A CURA DI DONATO TRIPOLI

 

Prima di iniziare la recensione di questo disco mi sembra quantomeno doveroso fare una breve introduzione. Molto spesso capita che membri di gruppi musicali uniscano le loro forze per difendere a spada tratta i diritti di eguaglianza, libertà e giustizia e diventano la vera e propria colonna sonora per coloro che combattono contro le cospirazioni governative nazionali e internazionali. Ecco spiegato brevemente su cosa si fondano i PROPHETS OF RAGE, progetto nato nel 2016 dalla mente geniale di Tom Morello che, cercando di far rinascere i RAGE AGAINST THE MACHINE contatta Zack De La Rocha. Il risultato di questo tentativo porta alla fondazione di un vero e proprio supergruppo costituito, per la maggior parte, dagli ex membri dei Rage Against The Machine, dal carismatico ed eclettico Chuck D dei PUBLIC ENEMY e da B-Real dei CYPRESS HILL.

 

Adesso sono sicuro che starete pensando “ma che due p***e un altro clone dei Public Enemy e dei Rage”. Ed è qui che Vi sbagliate perché le sonorità del gruppo sono un vero e proprio crocevia tra il rap e l’hip hop americano degli anni ’80 e la violenza sonora ed i riff granitici e potenti del Crossover che è diventato il trademark di tutti i gruppi rivoluzionari ed attivi politicamente del calibro di Cypress Hill, Rage Against The Machine ecc. il loro intento è riuscire a risvegliare, dal torpore del lassismo e del “ma chi se ne frega”, le coscienze attraverso messaggi chiari e diretti. E quale migliore metodo che non usare riff  aggressivi, ritmiche granitiche e testi politicamente impegnati.

 

Dopo aver affrontato una “dura” gavetta riproponendo brani relativi al loro passato ma anche, molto spesso, improvvisandoi i nostri “profeti” sono, come si suol dire, diventati una vera band e sono riusciti a registrare il loro album di debutto, un letale mix di tutte le esperienze musicali dei vari membri, riff aggressivi, energici e diretti tipici dei RATM e dei Cypress Hill uniti a testi frenetici tipici dei Public Enemy. Il tutto splendidamente orchestrato dalla titanica produzione di Brendan O’Brien.

 

Per farsene una chiara idea basta ascoltare “Radical Eyes”, un’autentica mazzata sonoro titanicamente diretta dal basso di Commerford che funge da tappeto sonoro per le linee vocali di Chuck D e B-Real e per i riff carichi all’inverosimile di un groove blueseggiante che fa tornare in mente “Bulls On Parade”. Ma è solo un piccolo aperitivo perché il piatto forte arriva con “Unfuck The World”, un autentico concentrato di potenza ad elevatissimo potere detonante scandita dalle ritmiche inumane di quella macchina da guerra dietro le pelli che risponde al nome di Brad Wilk. Gli amanti dei Public Enemy troveranno piena soddisfazione ascoltando “Hail To The Chief”, un inno rivoluzionaria scandito dai riff rock tessuti da Morello e “Take Me Higher”, un’altra perla caratterizzata da un duello rap tra Chuck D e B-Real su ritmiche funk.

Quello che manca per far sì che questo lavoro sia un vero capolavoro è la presenza di un vero leader in quanto tutti i membri hanno la loro importanza ma nessuno riesce ad emergere su gli altri. Però tutto sommato siamo dinanzi ad un ottimo lavoro che farà felici sia i fans dei RATM sia i neofiti del genere e diventerà, senza il miimo dubbio, un simbolo di costanza e di tenacia.

Voto: 7,5

RVSP (Raccomandati Se Vi Piacciono) : Rage Against The Machine, Public Enemy, Cypress Hill

Label: Sony Music

Anno: 2017

 

Tracklist:

 

Radical Eyes

Unfuck The World

Legalize Me

Living On The 110

The Counteroffensive

Hail To The Chief

Take Me Higher

Strength In Numbers

Fired A Shot

Who Owns Who

Hands Up

Smashit

 

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