Avete presente quei film dark in cui ad un tratto ci si ritrova in una discoteca buia, tempestata da mille luci psichedeliche e abitata da tipi in nero come modelli evasi dalle pubblicità patinate di Emp? Ecco, se ce l’avete presente, i pezzi di “The Other Side” risuonerebbero più che azzeccati.
I cantori dagli inni elettro-gotici sono tornati con un album che si mostra più morbido rispetto all’allucinato e severo industrial della loro produzione.
Un intro malinconico a suon di violino apre il sipario fino al sentenzioso e vigoroso eco del titolo: “Ich Will Alles”. Poi battenti e metallici ritmi irrompono squarciando l’atmosfera e sollevando una battaglia sonora, accompagnata, nel ritornello, dagli accordi di violino di apertura come a creare una romantica dualità. Per certi versi è un pezzo che ricorda i RAMMSTEIN di “Mutter”.
Ma come dicevamo pocanzi, è un album diverso e questo lo si percepisce già dal secondo pezzo: “The Sun”. Sono ritmi meno spigolosi, meno perentori, ma sicuramente più sinuosi e slanciati al punto da suonare alle nostre orecchie proprio un pezzo da dark wave dancerezzia (la discoteca dell’inizio).

 

 

Un’altra caratteristica principale di “The Oher Side” è presente in tracce come “Der Fliegende Mann” o “Red Christ”. Sono pezzi moderni nelle loro sonorità ma semplici nelle loro trama. A riempirli vi è una massiccia zavorra orchestrale in versione quasi cinemascope, alla stregua di certi pezzi dei PAIN: è uno stratagemma riempitivo per conferire al pezzo una consistenza maggiore, e forse per questo a molti potrebbe non piacere. Tuttavia il risultato suona evocativo.
Una zavorra orchestrale, dicevamo, che forse rientra in un impronta più generale volta a conferire all’album uno stile più morbido e orecchiabile e, nel contempo, più votato ad atmosfere dark e gothic e meno avvezzo ad un irriverente e dissonante industrial. Ascoltate “Aegir”: proprio qui a regnare sovrana è un’atmosfera graniticamente infuocata, un tondo fortemente temprato che tuttavia cela al suo interno un’anima lacrimosa. Persino i pezzi più marziali contengono voli incantati come accade in “We Are The OnesWho Rule the Wold”.
Con i suoi cadenzati e rapidi giri di chitarra “Day of Rockoning” rappresenta forse uno dei pezzi riusciti dell’intero album, una sintesi enfatica tra sonorità industrial dark e uno spiccato slancio ritmico che di sicuro non ci lascerà fermi.
“The Other Side” è un album che di certo non è privo di effetti speciali, né di insistenti ammiccamenti ad una tradizione dark e gothic ampiamente esplorata. Tuttavia i GOTHMINISTER qui provano in qualche modo a mantenere il loro stile incastrando però al suo interno questa tradizione. Se le creature tenebrose di questa era gotica due punto zero cercavano degli inni, i GOTHMINISTER hanno qualcosa da proporre.

VOTO: 6,5

RSVP: RAMMSTEIN, PAIN, DEATHSTARS

 

TRACKLIST:
01. Ich Will Alles
02. The Sun
03. Der Fliegende Mann
04. Aegir
05. Red Christ
06. We Are The Ones Who Rule The World
07. All This Time
08. Day Of Reckoning
09. Taking Over
10. Somewhere In Time

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