Sono passati solo due anni dall’ultimo “Aeon Unveils The Thrones Of Decay”, eppure tante cose sono cambiate per i DOWNFALL OF GAIA.

 

In primis, la dipartita di Peter Wolff, rimpiazzato dall’italianissimo Marco Mazzola, che ha smosso decisamente le acque nel combo tedesco. Songwriting più improntato verso sonorità più tipicamente “post black-metal”, alla DEAFHEAVEN per intenderci, ricco quindi di aperture melodiche unite a schizzi malvagi di primissima qualità.

 

Solo sei brani per un totale di appena 40 minuti: questo sono oggi i Downfall Of Gaia.

 

 

Un album che va ascoltato principalmente per la sua bellezza e complessità allo stesso tempo. Il trio di partenza, “Brood”, “Woe” ed “Ephemerol” fanno subito intuire ad un leggero cambio – appunto – di direzione. Grida dal passato, dall’ombra, dalle caverne: riff e blast a tappeto per un crescendo continuo di malinconia e profonda e delineata tristezza. Stacco pregevole, quello di “Ephemerol II”, che rende praticamente l’album un “five – tracks”, data la sua durata di poco più di due minuti.

 

Sembrava la fine forse, ma in realtà non era così. L’attacco di “Atrophy”, che richiama subito alla mente band come GHOST BATH o LITURGY, è catastrofico, irruento e crudele. Un finale al cardiopalma quindi, osservando da vicino la violenza più cruda grazie a questo brano e a “Petrichor“, ensamble oscuro e suicida che va a chiudere questo cerchio di “alterazioni degenerative progressive”. 

 

Malattia, lenta progressione verso una triste ed inesorabile morte: tutto questo è “Atrophy”.

Non sarà forse il sommo capolavoro della band, ma rende bene l’idea di un gruppo maturo e deciso sulle proprie idee.

 

VOTO: 7,5

 

RSVP (Raccomandati Se Vi Piacciono): DEAFHEAVEN, ALPINIST, JUNGBLUTH, LITURGY

 

Label: Metal Blade Records

Anno: 2016

Tracklist:

Brood

Woe

Ephemerol

Ephemerol II

Atrophy

Petrichor

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