Stiamo vivendo anni in cui l’intera galassia metal sta conoscendo una nuova giovinezza e una diffusione forse mai vista, anni in cui i classici tornano a scalare le classifiche, le uscite discografiche presentano album in cui i vecchi stili si influenzano con nuove sonorità ed eserciti di band patinate si apprestano alla conquista di masse sempre più folte, quasi nel tentativo di creare un nuovo concetto di pop(ular). A riguardo di queste ultime, “LOST IN FOREVER” né la prova.
I BEYOND THE BLACK con le loro sonorità dark metal in salsa light, sfondano in qualche maniera una porta che circa vent’anni fa fu aperta dai LACUNA COIL e successivamente spalancata dagli EVANESCENCE senza però apportare qualche consistente novità. Cavalcano uno stile, una maniera, cavalcando anche bene, ma senza riservare la minima sorpresa.

 

L’iniziale “Lost in Forever” è un pezzo dal sound aggressivo ma orecchiabile, oscuro ma più pulito di un pavimento marmoreo prima di un gran galà, in cui l’accompagnamento granitico e ritmato delle chitarre fa da scenografia sonora ad una sinfonica e rampante tastiera e ad una voce giovane, liscia e caratterizzata da venature emotive e sentimentali.
La ballata che segue, “Beautiful Lies”, è uno di quei pezzi incantati e melodici, ricchi di quella dolce e leggera tragicità comune a tanti altri pezzi diventati inno, colonne sonore, simboli per migliaia di fan.
Certo, è tutto bello e suggestivo e ogni pezzo sembra messo lì, dove deve stare per rendere al meglio un’atmosfera dark. Tuttavia siamo davanti ad un dark decisamente pop(ular), un album di maniera, che raccoglie il meglio di un filone e lo confeziona per farne sfacciatamente qualcosa per tutti. Un paradosso, se vogliamo, come una creatura dei mondi oscuri che va a farsi una tintarella nel Salento. Del resto la stessa voce è una scelta che va nettamente in questa direzione: neutra, elementare e sfacciatamente adolescenziale al punto da dare l’impressione di avere a che fare con una pop star da Mtv, almeno fino a quando non ci viene in soccorso qualche growl o un a solo di chitarra come in “Agaist the World”. Lo stesso growl, in pezzi come “Forget my Name”, provano a conferire uno spessore lievemente più underground, ma l’intreccio sonoro è così ben lucidato che ogni cosa viene in qualche modo risucchiata nella neutralità dei pezzi.
Per quanto possiamo apprezzare il lato tecnico, e dire che non è brutto, “LOST IN FOREVER” è un album a cui manca un vero e proprio slancio originale, un qualcosa per cui varrebbe la pena ascoltarlo al posto di tanti altri. Chissà, proprio per la sua orecchiabilità lo vedremo diventare una porta d’accesso al genere per qualche neofita adolescente, ma l’eccessiva aderenza ad un filone, ad uno stile ormai codificato, finisce per diventare stucchevole per tutti gli altri.

 

voto: 5,5

RSVP: EVANESCENCE, LACUNA COIL, WITHIN TEMPTATION

 

Lost in Forever – 4:48
Beautiful Lies (feat. Rick Altzi) – 4:10
Written in Blood – 4:21
Against the World – 4:06
Beyond the Mirror – 4:15
Halo of the Dark – 4:22
Dies Irae – 4:02
Forget My Name – 6:05
Burning in Flames – 4:15
Nevermore – 4:19
Shine and Shade – 6:14
Heaven in Hell – 4:28
Love’s a Burden – 3:42

No votes yet.
Please wait...