Ace Frehley è un pezzo importante della storia del rock come lo è la band in cui parte di questa storia è stata scritta. Grande chitarrista solista, personaggio molto curioso, torna sulle scende del rock con una riedizione dell’album, “Anomaly” del 2009, a sua volta frutto di una serie di lavori e pezzi studiati nei periodi di pausa dalla band. Al di là di tre bonus track, tra cui un paio di pezzi non più realizzati dai KISS, queasta nuova uscita, sostanzialmente, non aggiunge nulla di sorprendente.
Precisiamo: nessuno dirà mai che album come questi suonano male. E’ un album che si apre con un ritmo grintoso ed energico, con cui parte “Foxy e Free”, per poi farci scivolare in un’atmosfera degna dei vecchi tempi, evocata da suoni selvaggi e allo stesso tempo eleganti come il titolo della traccia suggerisce. E’ ovvio che Frehley non ha nulla da dimostrare, per carità, ma il punto però è che a noi, figli di una stagione successiva, ascoltando album come questi ci sembra che gli autori giochino facile.

“Anomaly” ripropone una versione più curata, stilisticamente levigata e tirata a lucido, non solo di un album di otto anni fa ma, più in generale, di un sound ultraclassico e sempre più perfezionato nel giro di mezzo secolo. Senza colpi di coda, senza sperimentazioni, senza, appunto, anomalie. E così via, again, con le ostinate impennate sonore di chitarre come in “Pain in the Neck”, via con le cover dei super classici, come “Fox on the Run” degli SWEET (Anno Domini 1974). Non mancano guizzi temporali stilisticamente anni Novanta, come la serrata e l’accattivante “Sister”, o la bonus track “The return of Space Bear”, che alle nostre orecchie suona proprio come una fusione tra giri di chitarra classici e uno stile e una tempra più moderna, riconducibile ad una delle fasi più recenti degli stessi KISS.
L’Hard Rock è una divinità e gli ACE FREHLEY, veterani guerrieri nonché oggi custodi di questi antichi valori, lo celebrano con una devozione mai intaccata e sempre viva ed energica. E a noi, figli di un’altra epoca, inseguitori di un orizzonte in continua trasformazione, cosa ci lasciano queste nuove uscite? Cosa possono dirci di più di quello che i classici, per nostra fortuna, ci hanno già dato? Non sappiamo dirvelo, se non lo stimolo a scoprire (o riscoprire) un sound che giunge familiare e piacevole, nonché la curiosità di vedere questa leggenda del rock sul palco ancora una volta. Si, perché infondo le nuove uscite sono un po’ dei manifesti che annunciano tacitamente una nuova tournée.

VOTO: 6,5

RSVP: KISS, GENE SIMMONS, PETER CRISS

Label: SPV

Anno: 2o17

 

Tracklist:

Foxy & Free – 3:43
Outer Space (Mendez, Asker, Frehley)[3] – 3:48
Pain in the neck – 4:18
Fox on the Run (Andy Scott, Brian Connolly, Steve Priest, Mick Tucker) – 3:34
Gengis Khan – 6:08
Too Many Faces – 4:22
Change the World – 4:11
Space Bear – 5:24
A Little Below the Angel – 4:17
Sister – 4:48
It’s a Great Life – 4:00
Fractured Quantum – 6:19

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