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APPICE – Sinister

Quando esce un nuovo album in qualche modo legato al mondo dell’hard rock o dell’heavy metal, il rischio è sempre quello di ritrovarci davanti ad un’imitazione di maniera o ad una rievocazione che finisce per risuonare nostalgica. E’ un rischio che riguarda tutti, band nuove e storiche. Ecco, “Sinister”, dei gloriosi fratelli Appice, scongiura questo

QUIET RIOT – Road Rage

Questa recensione inizia con una domanda semplice: c’era proprio bisogno dell’ennesimo album a base di scale blues, ritornelli incalzanti, armoniche rubate dall’Alabama? A nostro modesto parere no, ma evidentemente per i QUIET RIOT si. “Road Rage” non è assolutamente un brutto album, ma è piuttosto come l’ennesimo remake di un classico, tecnicamente riuscito ma sostanzialmente

HEXX – Wrath of the Reaper

Sono anni di ritorni di fiamma e come ennesima conferma abbiamo il nuovo album degli HEXX, storica band della europea San Francisco che dopo varie evoluzioni approda ad un album veloce e spietato: “Wrath of the Reaper”. Potremmo dire che quest’ultimo lavoro ha il merito di custodire le facce più interessanti e le esperienze sonore

JAG PANZER – The Deviant Chord

Il nome è da trent’anni a questa parte un programma e di certo in “The Deviant Chord”, nel bene e nel male, i JAG PANZER non si smentiscono. Ritornano dunque con un album all’insegna, ancora una volta, di un sound serrato e robusto. Ad aprire la battaglia “Born to the Flame”, un pezzo lanciato all’attacco

PARADISE LOST – Medusa

Silenzio. L’organo risuona nella sua solennità una melodia arcana fino a quando i toni gravi e perentori della chitarra di Mackintosch irrompono nella navata sonora in cui ci troviamo. “Fearless Sky”, con le martellate doom, le artigliate elettriche dell’inconfondibile chitarra, il loro lascito di brividi sonori, la voce demoniaca e spietata di Nick Holmes, apre

CREMATORY – Live Insurrection

A cura di Francesco Morga Il mondo del metal è vario e sfaccettato, ricco di sottogeneri che però, a conti fatti, non vogliono dire nulla. Si può viaggiare tra generi e sottogeneri senza per questo perdere la propria personalità di musicisti. Ma, soprattutto, più che incarnare un tipo di musica, si può incarnare un sentimento.

ALICE COOPER – Paranormal

Con i suoi pezzi graffianti e melodici allo stesso tempo, e col suo stile a metà strada tra il grottesco e il selvaggio, ALICE COOPER è in qualche modo il volto, iconico e musicale, più caricaturale dell’heavy metal nella sua accezione più ampia. E forse piace un po’ a tutti proprio per questo motivo: dai

REX BROWN – Smoke on This

Vi trovate in una soffitta a rovistare tra cianfrusaglie e altra roba stipata in uno scatolo di cartone e sepolta da un dito di polvere. Ad un tratto, tra mille cose, spunta un disco di un gruppo che non avete mai sentito nominare ma che, senza sapere il perché, vi ispira. Lo mettete allora nel

ICED EARTH – Incorruptible

Un nuovo album degli ICED EARTH è sempre un grande evento. Non lo diciamo per pura enfatizzazione, ma per un motivo concreto: in ogni album gli ICED EARTH sono in qualche modo degli alchimisti che sciolgono e rimodellano, diabolicamente, parte dell’heavy, del power e del trash susseguitosi dalla fine degli anni Settanta all’inizio dei Novanta.

ATLANTEAN KODEX – Annihilation of Bavaria

Raccontare di un mondo antico, come di un grandezza scomparsa, è sempre un viaggio poetico e incantato, fatto di una sacralità devota e di un rispetto millenario. Come duemila anni fa raccontare i miti era in qualche modo un atto religioso, ancora oggi ci sentiamo chiamati proprio a questa sacralità. Se la vediamo da questo

THE INTERBEING – Among the Amorphous

Diciamolo subito: la parte elettronica di questo album è un sofisticato impianto sonoro che conferisce ai pezzi non solo uno spessore fantascientifico, ma anche una robusta iniezione di allucinazioni uditive. Il resto è un sforzo muscolare, intriso sicuramente di alto tecnicismo, che però a breve stanca (limite un po’ intriso all’intero filone numetal da cui

DANZIG – Black Laden Crown

DANZIG è tornato. Proprio lui, il principe delle tenebre’n’roll. Si, perché resta sempre un grande anche quando sforna album non proprio convincenti, come ad esempio l’ultimo. In “BLACK LADEN CROWN” DANZIG cambia direzione rispetto all’ultimo album per una sorta di ritorno alle origini, rispolverando quel sound sepolcrale a metà strada tra ELVIS e i BLACK