CLIFF BURTON – TO LIVE IS TO DIE: vita e morte del bassista dei Metallica

Clifford Lee Burton, bassista dei METALLICA, muore in un incidente stradale il 27 settembre 1986 a Ljungby, in Svezia. 31 anni quest’ anno.

 

Siamo nel 2017, ma il mito di Cliff continua a vivere, e con lui tutta la sua incredibile musica e vena creativa. Mi è difficile scrivere di Lui, un pò perchè il rischio di non rendergli il dovuto omaggio è sempre alle porte, un pò perchè è davvero emozionante.

 

Questo ragazzone cresciuto a San Francisco, tra stoner rock e spinelli, si ritrova dai TRAUMA ai METALLICA nel giro di uno sbadiglio: catapultato così dal garage di casa ai palchi più importanti del Mondo intero. Sempre dedito al suo Rickenbacker, al suo fedele basso, Cliff si ispira ai grandi: Jaco Pastorius e Geezer Butler, solo per nominarne due.

 

Cliff è creativo, introverso quanto basta ma affettuoso e generoso: e qui il buon McIver tira fuori il lato umano del musicista. Molte le testimonianze: dai genitori Ray e Jan Burton,  arrivando alla fidanzata storica Corinne Lynn, passando per gli stessi Metallica. Quel Cliff che ha dato voce a tre album dei ‘Tallica, in particolar modo a “Master Of Puppets”, e che ha lasciato il segno anche su “…And Justice For All”, il disco più traumatico della band.

 

Un libro che emoziona dall’inizio alla fine: mi ha stupito davvero tanto il Burton umano, che ha sempre pensato sì alla musica, ma anche alle relazioni con gli altri, a star bene, a creare unione e coesione all’interno della band. Una band, quella dei Metallica del 2017, che continua a ricordare l’amico scomparso tragicamente, che continua a suonare quei pezzi che portano il suo marchio di fabbrica e la sua “voce”.

 

Ho dato 10 a questo libro, scritto davvero bene e denso di aneddoti e “Storia”. Clifford Lee Burton non è mai stato dimenticato, mai.

 

E se fosse ancora nei Metallica?

 

VOTO: 10

Autore: Joel McIver

Anno: 2009

Editore: Tsunami Edizioni

Pagine: 240

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