MYRATH – Un’antica eredità musicale che risplende oggi in chiave Hard Rock

MYRATH è band power prog metal di origine tunisina con un sound fortemente influenzato da melodie folk nordafricane. Il loro è un riuscito percorso musicale accompagnato da un seguito mondiale sempre crescente. Per la prima volta lo scorso 14 aprile si è esibita a “casa sua” in una prestigiosa cornice: nell’antico teatro di Cartagine, dove ha registrato un enorme successo di pubblico. Abbiamo fatto qualche domanda a Elyes Bouchoucha, tastierista.

 

1) Parliamo subito del vostro concerto nell’antico teatro di Cartagine. È stato un successo. Un ritorno a casa da vincitori. Come è stato suonare a casa vostra con un pubblico così numeroso?

 

E’ stata una combinazione di puro orgoglio e stupore! Stavamo cercando di suonare in patria da alcuni anni, e quando finalmente è accaduto, è stato in niente di meno che il maestoso teatro di Cartagine, che è il luogo più prestigioso in Tunisia, in tutti gli aspetti.
Siamo estremamente estasi per il grande privilegio di suonare lì, ed estremamente entusiasti della folla sorprendente che ci ha storditi con la loro energia ed entusiasmo.

 

2) Abbiamo visto che nell’organizzazione c’era anche il ministero della cultura. Parlateci di com’è nata l’idea di questo concerto.

 

Il concerto faceva parte del Carthage Musical Days Festival, organizzato dal Ministero degli Affari Culturali in Tunisia. Stavamo discutendo di un concerto di ritorno nella nostra patria, ed siamo stati molto entusiasti quando siamo stati contattati dagli organizzatori del festival per pianificare lo spettacolo.

 

3) I Myrath, insieme ad altre band come gli Orphaned Land, sono esempi di come il metal abbia ormai un certo successo nel mondo arabo e orientale. Secondo voi a cosa è dovuto una tale popolarità?

 

Penso innanzitutto che qualsiasi successo di qualsiasi genere musicale debba essere attribuito alla stessa musica di qualità, oltre al fatto che integriamo autentiche melodie folcloristiche al Metal aggiunge un elemento intrigante, il quale a sua volta arricchisce la musica e si propone agli ascoltatori di tutto il mondo.

 

4) Parliamo delle vostre origini. Qual è stato il primo album che avete amato. O quale vi ha in qualche modo influenzato e formato?

 

Siamo stati influenzati da molti musicisti e band, Symphony X, Black Sabbath, Judas Priest, Death, Dream Theater, per citarne alcuni. È abbastanza difficile pensare a un album preferito, ce ne sono così tanti!

 

5) Quando avete iniziato a suonare, com’era la scena metal in Tunisia. C’era già un interesse diffuso o siete stati dei precursori?

 

Era una comunità relativamente piccola, avevamo accesso limitato a album e nuove uscite, cosa che è cambiata rapidamente nel tempo.
La scena metal in Tunisia oggi è viva e prospera, con alcune sfide naturalmente, ma siamo stati molto contenti con la folla accorsa a Cartagine, la quale ha dimostrato quanto sia grande la comunità! Ci sono molte grandi band tunisine e molti fan appassionati che le supportano.

 

 

 

6) Oggi si parla molto del Metal come nuova world music, in quanto onnipresente e caratterizzata da sonorità diverse. Parafrasando il vostro nome (ovvero eredità), i MYRATH possono essere considerati come eredi della tradizione musicale araba riproposta in chiave rock?

 

Questo è un punto di vista interessante, anche se devo chiarire che usiamo melodie nordafricane / tunisine piuttosto che quelle arabe.
Forse i Myrath possono contribuire ad eterizzare queste melodie sviluppandole in maniera moderna, facendo affidamento, per la nostra musica, al nostro patrimonio musicale e culturale, puntando a condividerla con il mondo e conservarla in modo unico, in maniera tale da essere ancora rilevante e interessante anche alle generazioni più giovani.

 

7) C’è qualcosa nella millenaria cultura araba che vi ispira particolarmente nella scrittura dei pezzi e delle sonorità?

 

Ci sono elementi infiniti nella nostra cultura, musicalmente, mitologicamente e altrimenti, che ci danno l’ispirazione a scrivere musica e testi.
Ci affidiamo anche ai temi e agli eventi attuali, aspirando a tradurli in modo efficace nella nostra musica.
Quindi puoi dire che la nostra musica è un canovaccio misto di nostre eredità e sfide moderne.

 

8) Sono ormai 10 anni che siete sulla scena metal. Cosa è cambiato in questi anni nei MYRATH e cosa è rimasto uguale?

 

Molte cose sono cambiate, in tutto il mondo, non solo nella scena metal!
Internet ora ha un grande ruolo nel passaparola sulle band, ed è molto più facile trovare nuovi emozionanti brani e scoprire band rispetto a prima.
Anche noi ci siamo evoluti in quegli anni e anche se i nostri valori fondamentali restano gli stessi, ora abbiamo un’idea più chiara della nostra identità musicale e di ciò che speriamo di esprimere attraverso la nostra musica.

 

9) Parliamo del futuro. Ci sono date italiane?

 

Siamo fiduciosi! Non vediamo l’ora.

 

10) L’anno scorso è uscito “Legacy”, un album forte e armonioso, arrivato però dopo diversi anni dal precedente. State pensando ad un nuovo album o vi state dedicando in toto ai live?

 

Abbiamo già iniziato a lavorare sul nostro nuovo album, con emozionanti nuove idee e melodie! Continuando a suonare i nostri concerti dal vivo per tutta l’estate e l’autunno di quest’anno.

 

Grazie e in bocca al lupo

 

 

 

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