GLERAKUR – Dalla meravigliosa Islanda giunge un canto di pace ed armonia..

Uscito da poco il primo full-length ufficiale dei GLERAKUR, “The Mountains Are Beautiful Now”, abbiamo scoperto assieme al fondatore del progetto, Elvar Geir Sævarsson, tantissime cose sull’Islanda e sui suoi così “musicali” paesaggi..

 

1)  Elvar Geir Sævarsson, compositore, chitarrista degli HELLVAR, ingegnere del suono: com’è nato il  progetto GlerAkur, e perché?

Il progetto GlerAkur è nato per caso, come una sorta di “appunto personale”. Avevo un po’ di idee, ma non avrebbero funzionato per gli Hellvar o qualsiasi altra cosa immaginabile al momento. Così ho cominciato a registrare tutto, take dopo take, traccia dopo traccia. Ecco com’è nato il progetto GlerAkur. Non è nato come un progetto, non è stato “premeditato”: è venuto fuori e basta. E’ stato qualcosa di spontaneo, qualcosa che sentivo di dover fare e che ho fatto.!

 

2) “The Mountains Are Beautiful Now”, e “Can’t You Wait EP”: due lavori pieni di pathos, emozioni intense e malinconia. “GlerAkur is music”, come tu hai ben specificato su Facebook. Ambient, shoegaze, drone, ma il genere in sé per sé non è identificabile con nient’altro. Come mai ti sei spinto verso tutto ciò, e quali sono le tue maggiori influenze?

Vedi, a volte è proprio la varietà d’ascolti che crea qualcosa di unico – una volta unito tutto insieme. Mi è sempre piaciuta la musica che avesse come caposaldo la chitarra, ed ora mi sto spingendo verso arrangiamenti più epici e drammatici: Mike Oldfield e Paradise Lost, ad esempio. Ho ascoltato per tanto tempo heavy metal e punk da tutto il Mondo. Pensa che quand’ero ragazzino ero un fan sfegatato di Michael Jackson. Traggo ispirazione dalla world-music e dalla riverdance, quindi…dipende semplicemente da come la vivi e come la esprimi!

3) Ti sei divertito in studio durante le registrazioni dell’album?

Innanzitutto non sapevo di essere in procinto di registrare un album. Stavo originariamente scrivendo le musiche per uno spettacolo per il National Theater of Iceland, e la mia unica preoccupazione era render giustizia ai personaggi e alla storia. Lo spettacolo, chiamato “Fjalla-Eyvindur & Halla”, ossia “Il Fuorilegge E Sua Moglie”, è una storia tipica islandese e pensate, sono stati addirittura pubblicati molti libri e molte ricerche in merito a questa storia. E’ tutto basato su fatti realmente accaduti, e racconta di una coppia che è stata esiliata per aver rubato alcune pecore. Sì, pecore. Nel 17esimo secolo era un reato punibile persino con la pena capitale. L’esilio era spesso e volentieri una sorta di “pena di morte” implicita, ma loro due, in questo caso, sono sopravvissuti ben 16 anni prima di lasciarsi morire in una tormenta invernale. Le ultime parole della moglie sono state le seguenti: “le montagne ora sono così belle” (“The Mountains Are Beautiful Now”, titolo del disco, ndr). Questa frase ha indicato il suo esser pronta alla morte. E’ stata uccisa dalla natura, e tutto questo rappresenta la paura ed il rispetto per gli Elementi naturali in Islanda. Per secoli abbiamo vissuto per la misericordia delle incredibili forze naturali che controllano la nostra vita e la nostra cultura. Quando ques’opera è stata scritta, ad inizio del 20esimo secolo, la popolazione islandese ha preso molto sul serio la morale sulla Natura. Tornando alla musica, non era mia intenzione trasformare tutto ciò in un album, e c’è voluto un anno e mezzo per far diventare GlerAkur una realtà vera e propria. Stava passando un mio pezzo sul secondo canale della radio islandese Icelandic Radio 2, e proprio in quel momento sono stato notato da qualcuno della Prophecy Productions che si era sintonizzato dalla Germania.  Quando la Prophecy mi ha offerto di partecipare al Prophecy Fest 2016 ci siamo buttati a capofitto sulle prove, e proprio in quei momenti abbiamo pensato ad un album vero e proprio. In sintesi sì, ci siamo divertiti un sacco durante le registrazioni del disco.

4) Islanda, uno dei posti più suggestivi del Mondo: c’è un collegamento “naturale” tra la tua musica e ciò che ti circonda della tua Terra?  

Di norma si tende a pensare che se tu sei nato e vivi in un determinato paese, quel paese va a condizionarti per forza. Non è sempre così. Puoi essere condizionato dal fatto che la tua cittadina è molto piccola, che il clima ed il tempo sono così brutti da dover passare in casa più tempo del previsto. Ma sono anche questi pazzoidi dei politici, lo stress..sono tante cose. La vera battaglia è rimanere sempre se stessi, e tutto questo è ciò a cui aspiro sempre, di solito.

5) Ho saputo che avete suonato al Prophecy Fest anche quest’anno: com’è stato esibirsi con una band vera e propria? Ti è piaciuto?

Suonare dal vivo con una band è un’esperienza gratificante nonché davvero potente. Il Prophecy Fest è un festival fantastico, che unisce gente da tutte le parti del Mondo intero. Mi sono fatto nuovi amici, tutti ci siamo fatti nuovi amici, e non potete nemmeno immaginare cosa si prova salendo sul palco e vedere che tutto il pubblico giù nella Balve Cave (la cava dove si è svolto il Prophecy Fest, ndr) è completamente assorbito dalla tua musica. E’ stata armonia pura, armonia tra noi sul palco e la gente sotto.

6)  Come nascono le tue canzoni?

Parto da una semplice idea che nasce all’improvviso. La registro e la riregistro finchè non sono completamente soddisfatto (o stanco per andare avanti). Alcune canzoni sono facili da ultimare, altre richiedono più tempo. Il procedimento è come ogni altro componimento artistico: i poeti riarrangiano le parole, io riarriangio…le note!

7) La tua fanbase come ha accolto i tuoi lavori?

Beh, ho avuto tanti commenti positivi, da tante parti del Mondo. Devo dire che i commenti positivi sono stati maggiori rispetto a quelli negativi, per fortuna!

8) Cosa c’è adesso per GlerAkur? Un nuovo album? Un tour?

Attualmente GlerAkur si muove per obiettivi. Il Prophecy Fest 2017 era l’ultimo obiettivo per ora. Prima di allora abbiamo composto musica per uno show radiofonico in Islanda per poterci permettere il viaggio al Prophecy Fest. Suoneremo poi all’Iceland Airwaves Festival a novembre 2017. Dopo quella data non sappiamo ancora cosa faremo, e valuteremo tutte le possibilità. So che realizzeremo un altro album, perché ogni volta che proviamo ne esce sempre qualcosa di nuovo e di bello. Però per ora andiamo per gradi, una cosa alla volta.

9) Elvar, grazie di cuore!!! Fai un saluto ai vostri fan italiani!

Grazie davvero a voi per avermi dato la possibilità di raccontarvi la nostra storia. Sono molto contento quando la nostra musica arriva in tante parti nel Mondo. Spero di tornare in Italia presto, per suonare soprattutto. Sono stato una volta sola nel vostro meraviglioso Paese, ed è stato a Roma. Ah, e il mito dei “tassisti pazzi italiani” non è un mito, credetemi: ma questo lo sapete già, vero? 😀

 

 

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