QUIET RIOT – Road Rage

Questa recensione inizia con una domanda semplice: c’era proprio bisogno dell’ennesimo album a base di scale blues, ritornelli incalzanti, armoniche rubate dall’Alabama? A nostro modesto parere no, ma evidentemente per i QUIET RIOT si.
“Road Rage” non è assolutamente un brutto album, ma è piuttosto come l’ennesimo remake di un classico, tecnicamente riuscito ma sostanzialmente vuoto di energia.
“Can’t Get Enough”, apre l’album: è un pezzo che ci fa battere i piedi a tempo, canticchiare qualcosa come se fossimo una rockstar degli anni Settanta, ma alla fine siamo colti dall’impressione di non aver ascoltato nulla di nuovo. A nostro avviso bisogna essere dei malati degli anni Settanta per apprezzare un album come questo. Non vi è filologia, né una riproposizione con qualche slancio originale: i QUIET RIOT fanno semplicemente la roba dei loro inizi. Punto.

 

Fate un gioco. Prendete un amico, uno di quelli che vestono a zampa di elefante e che quando salite sulla sua macchina vi appioppa sempre la solita roba. Bendategli allora gli occhi e fategli ascoltare “Gateaway”, giusto per citarne una: probabilmente gli piacerà da matti e tirerà ad indovinare sparando qualche album attempato, non certo uno del 2017.
I QUIET RIOT fanno parte, a pieno titolo, della generazione del “Long live to rock’n’roll” (ci perdonino i RAINBOW), oggi più che mai determinata a coniugare questo verbo fino a quando avranno aria nei polmoni. Di per sé lo spirito è degno di ammirazione, ma al di là di questa filosofia musicale qui non percepiamo altro.
Pezzi come “Freak Flag” o “Wasted”, provano a conferire un maggior slancio, riproponendo un rock di stile anni Ottanta, più energico e avvincente; è innegabile che pezzi come “Still wild” abbiano ritornelli ben cattivi e che dal vivo farebbero il loro effetto. Quindi dovrebbero farci saltare dalla sedia ma niente: siamo ancora lì immobili a dire: “carino”.
Ripetiamo: non è affatto un brutto album, ma alle orecchie di chi quell’epoca non l’ha vissuta (o l’ha lasciata già da un bel pezzo), tutto appare un po’ vuoto e ripetitivo. Al punto da chiedersi: ma c’era proprio bisogno di assoldare per l’occasione un nuovo cantante (il quarto della loro storia), per giunta da un talent show (mossa proprio da anni Settanta!), per sfornare “Road rage”?

VOTO: 5,5

RSVP: WASP, DOKKEN, TWISTED SISTERS

 

1.“Can’t Get Enough”
2.“Getaway”
3.“Roll This Joint”
4.“Freak Flag”
5.“Wasted”
6.“Still Wild”
7.“Make A Way”
8.“Renegades”
9.“The Road”
10.“Shame”
11.“Knock Em Down”

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