OPETH – Sorceress

Partiamo subito col dire che no, gli OPETH  non sono affatto cambiati rispetto agli ultimi due dischi.
Questo ha sicuramente frenato molti ascoltatori fin da subito, fin dai primi due singoli usciti, “Sorceress” e
“Will O The Wisp”. C’è da dire però, che pur nella sua complessità e mutevolezza, questo album non segue – per molti fattori –  quello che fu ad esempio un “Heritage”, disco emblema del cambio di direzione di Akerfeldt e soci.

Quello che appare chiaro oramai a tutti è che non possiamo più paragonare gli Opeth a quelli di “Blackwater Park”, solo per dirne uno: il cambio di rotta è ufficiale e più che evidente.

Qualcuno ha scritto di un ritorno alle origini, di un ulteriore cambio di strada, ma non è affatto così.

Quello che i fan dovranno accettare è l’imponente decisione della band di optare per soluzioni prettamente
70’s in struttura e composizione dei nuovi (e futuri?) brani. “Heritage” è stato accolto in maniera piuttosto fredda da critica e fan,  ed il successivo “Pale Communion” non è stato molto da meno:  un lungo brodo di influenze psichedeliche, unito alla conoscenza tecnica e all’estro dell’indiscusso leader Mikael.

La coesione è sicuramente un buon punto a favore di questo “Sorceress”: i brani sono legati l’un l’altro,  non si ha l’impressione di perdersi in volteggi e piroette (forse inutili) e sì, gli Opeth si sono spinti un pò più in là con l’hard progressive rock, questa volta. La stessa “Sorceress” nè è l’esempio calzante, accompagnata da un altro grande brano come “Era” e anche dalla prorompente “Chrysalis”.
Attraversiamo poi atmosfere tipicamente orientaleggianti, come in “The Seventh Sojourn”, un intermezzo
strumentale ricco di profumi arabi e – avevamo dubbi? – seventies, e curato nella sezione degli archi
da Will Malone. La ballatona è invece affidata a “Will O The Wisp”, che tanto ricorda quegli Opeth d’un tempo, quelli di “Harvest”, ecco.
Insomma, gli ingredienti come sempre sono tanti, tantissimi: però forse questa volta, la produzione
complessiva è più granitica, decisamente migliorata e un pò più personale.
Il voler prendere di continuo spunto da gruppi come YES, JETHRO TULL, GOBLIN, sicuramente farà
incazzare molti fan della vecchia guardia. Ma Mikael ha deciso, ed indietro non si torna.

VOTO: 7,5

RSVP: GOBLIN, YES, JETHRO TULL, STEVEN WILSON, PORCUPINE TREE

1. Persephone
2. Sorceress
3. The Wilde Flowers
4. Will O The Wisp
5. Chrysalis
6. Sorceress 2
7. The Seventh Sojourn
8. Strange Brew
9. A Fleeting Glance
10. Era
11. Persephone (Slight Return)

opeth-sorceress-front-cover-final-jpg

opeth-2016

No votes yet.
Please wait...