LOTUS THIEF – Gramarye

Secondo album in studio per la “green-metal band” dei LOTUS THIEF e cambio di etichetta, da Svart Records a Prophecy Productions, per questo “Gramarye”, un disco importante da valutare attentamente in tutte le sue sfaccettature.
Per cominciare, 5 soli brani per un totale di poco più di 40 minuti di post-black metal, space rock ed ambient. Cinque
tracce che amplificano nettamente il percorso intrapreso col precedente lavoro in studio della band, “Rervm”: tematiche storiche, lunghe passeggiate oscure ed “aperte”, caldi cambi di tempo. Il significato di “Gramarye”, della parola in sè, altro non è che “libro di grammatica” tradotto dal francese antico, e a sua volta inglesizzato.

In questi significativi minuti di ascolto ci si confronta con varie ambientazioni e paesaggi, da “The Book Of The Dead”, che prende spunto dal rito funebre Egizio di passaggio dalla terra dei Vivi a quella dei Morti, fino ad arrivare a “The Book Of Lies”, ispirata alla letteratura occulta di Aleister Crowley.
Parlando in termini puramente musicali e tecnici, si denota un passaggio, un’evoluzione di stile non così evidente fin da subito: rispetto al precedente disco c’è forse meno post-black e più space-ambient, più corale e meno introspettivo.

Scelta questa che forse alla fine dei conti un pò penalizza il lavoro, lasciando il filo del discorso un pò in sospeso (vedi alla voce “Circe”) in alcuni momenti, e altre volte andando dritti alla meta (“Salem”, la mia preferita).
Cavalcherete la Storia, e sicuramente avrete voglia di ascoltarlo ancora, più di una volta sola.
Tutto sommato un ottimo disco, ma probabilmente c’è ancora qualcosa in più da fare per raggiungere la vera maturità.

VOTO: 7,5

RSVP: DARKHER, ANTIMATTER, NEBELUNG, SABAUDITION

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