ICED EARTH – Incorruptible

Un nuovo album degli ICED EARTH è sempre un grande evento.
Non lo diciamo per pura enfatizzazione, ma per un motivo concreto: in ogni album gli ICED EARTH sono in qualche modo degli alchimisti che sciolgono e rimodellano, diabolicamente, parte dell’heavy, del power e del trash susseguitosi dalla fine degli anni Settanta all’inizio dei Novanta. Di fatti il risultato finale non è solo un assemblaggio di stili ma un sound che seppur classicheggiante riesce, grazie a varie acrobazie sonore, maledettamente originale, come un filo che continua dal punto in cui altri hanno lasciato. Se la mettiamo così, ogni loro album è un parco dei divertimenti per gli appassionati del genere. E’ questo la loro peculiarità, è questo che fa di ogni loro album un qualcosa di complesso, al di là della sua riuscita o meno.

 

Un intro solenne e corale si solleva in tutta la sua epica oscurità per poi essere squarciata in maniera perentoria dalle prime nette pulsazioni gravemente rock. Inizia così “Great Heathen Army”, prima traccia di “INCORRUPTIBLE”, per poi esplodere in un pezzo tirato e massiccio. Un riff delicato e dannato allo stesso momento, fatto di chitarre sussurranti, apre “Black Fag”. Ma con gli ICED EARTH non c’è da scherzare, a ricordarcelo un ritmo crescente e cavalcante che rivela subito un debole maideniano. E’ una suonata “all’attacco”, temprata da ripetute e vigorose sciabolate elettriche. Certamente nulla di nuovo, ma fa ugualmente bollire il sangue. Si, “INCORRUPTIBLE” è un album che se da una parte si lascia ascoltare, donando quella buon vecchia energia tipicamente heavy, dall’altra non passerà certo alla storia come un capolavoro, né come un lavoro che riesce a distinguersi nettamente dal repertorio della band.
Arriviamo a “Seven Headed Whole”, un pezzo che salta all’orecchio per la sua irrefrenabile e sofisticata aggressività. Ritroviamo qui l’indole trash della band, indole che fin qui sembrava quasi estinta. Veloce, spietato, battente. Ma la maggiore espressione di carattere, dato da quella malinconia tradita da una severità dannata, in quest’album lo troviamo con “The Relic Part I”. E’ da cantare a squarciagola, da interiorizzare e far proprio, un po’ sulla scia di certi capolavori come “Watching Over me”. Suona come un’ascesa, o una resurrezione, in cui la storica maledizione poetica si trasforma in corrente infuocata che dà vita alle chitarre.
Forse è il più interessante all’album insieme a “Clear the Way”. Quest’ultimo, a cui è affidata la chiusura dell’album, è un pezzo corposo, denso, serrato sia per i ritmi che lo caratterizzano per gran parte dei nove minuti sia per lo spessore storico affrontato nel testo: le gesta delle truppe irlandesi nella battaglia di Fredericksburg, nell’ambito della guerra civile americana (è risaputa la passione per la storia americana di John Schaffer, anima della band). Inizio con un giro di oscuro presagio, una visione quasi del campo di battaglia, per poi tramutarsi rapidamente in un pezzo dai toni e dal maideniano vigore bellicoso, come se in quel campo di battaglia ci avessero appena catapultati. E’ energia pura, un filo diretto con la migliore tradizione ICED EARTH.
Tornando a quanto detto all’inizio di questa recensione, “INCORRUPTIBLE” non è certo un album che splende. D’altro canto però conserva perfettamente la tempra, il sangue e la passione che John Schaffer mette da sempre in questo progetto, ma oggi più che mai a fronte delle mille difficoltà incontrate. Osservato da questo punto di vista, l’ultimo album è la celebrazione dell’ennesima battaglia, la conquista dopo l’ennesimo Clear the way, cose che si avvertono in ogni singola nota. Non puoi che amarli come dei veterani che hanno passato la loro carriera sempre in prima linea. Clear the way!

 

VOTO: 7

rsvp: BLIND GUARDIAN, DEMONS & WIZARDS, GAMMA RAY

 

Trackist

Great Heathen Army

Black Flag

Raven Wing

The Veil

Seven Headed Whore

The Relic (Part 1)

Ghost Dance (Awaken the Ancestors)

Brothers

Defiance

Clear the Way (December 13th, 1862)

No votes yet.
Please wait...