Gojira – Magma

Recensione di Leonardo Bartolomei Santini

 

Ecco MAGMA, l’ultimo arrivo in casa Gojira, temprato dal travaglio, dalla voglia di cambiare, dall’estro che ha prepotentemente inserito il quartetto di Bayonne nella scena mondiale del “metal che conta”.

 

Questa nuova creatura si presenta all’ascoltatore con una tinta più compatta e intima, indicativa infatti un’impeccabile autoproduzione dei fratelli Duplantier, che lanciano il proprio album tramite la “SILVER CORD Studio”, casa di produzione targata Gojira. I francesi infatti da tempo palesavano una forte volontà di indipendentizzarsi volendo crearsi un luogo tutto loro in cui potessero cullare le proprie meraviglie da principio a postproduzione; nonostante la stabilità formatasi nell’ultimo anno, il decesso della madre di Joe e Mario Duplantier ha influenzato i testi, le melodie.

 

 

gojira

 

Ci troviamo dunque ad ascoltare MAGMA, il frutto della sofferenza, del lutto, di ciò che sarebbe potuto essere ma che, inesorabile come la morte, ha cambiato tutto.

 

Tutto cambia da subito, senza se e senza ma, con The Shooting Star, traccia prima: Efficacemente ossessionante, salta subito all’orecchio quel cantato poco appartenente ai Gojira, ridondante e rassegnato, Joe ha un’altra voce, che oscilla tra poche ma significative note, portatrici di parole confortevoli sottomesse alla dura verità. E ciò che è poco ma sicuro, è che i Gojira non si sono ammorbiditi di certo; per gli hardcore fans che amano l’immutevole, ecco Silvera, seconda traccia che rimette le carte in tavola così come le si conoscevano: protagonista di tutto è il bridge, che intona un riff seguito di pari passo dalla voce.

 

Si comincia a districare la matassa con la complicatissima ma diretta The Cell, che ancora una volta differisce dalle due tracce precedenti tenendo sempre il solito filo conduttore nel tema dei testi, che scavano nei meandri delle sensazioni di ognuno di noi, ricordandoci che è necessario ribellarsi all’insoddisfazione, alla depressione che ci avvolgerà prima o poi in un’unica e definitiva fine.

 

Ogni traccia a seguire sarà probabilmente la vostra preferita, così come lo potrebbero essere le prime tre. Al contempo potreste disprezzare proprio quella che più piace al prossimo. Come il magma insito nella crosta terrestre, MAGMA reagirà differentemente in ognuno di noi, perchè ci permeerà dentro, senza trovarne una logica apparente e senza avvertirlo in una valida e tangibile patologia. Avvertiremo momenti di speranza, momenti di claustrofobia sonora, momenti di ossessionante ripetitività strenuante che sbalorditivamente allungheranno le diversamente brevi tracce, momenti di estasi, momenti di vita.

 

Come la vita, MAGMA morirà ad un certo punto, destando sospetti, facendo storcere il naso, lasciando insoddisfatti e delusi. MAGMA infatti non è oggettivamente il miglior album dei ragazzi di Bayonne, bensì è il più intimo ed emozionante, in grado di rendersi degno di essere ascoltato anche solo per l’unica traccia, l’unico momento che ha fatto vibrare le corde della tua anima, e, finchè un’anima ce l’avremo, MAGMA vivrà, perchè è lo specchio della verità oltre il cui vetro si rivela sempre troppo dura per essere affrontata con il realismo.

 

È PERCIÒ MEGLIO ABBOZZARE CON UN SORRISO?

 

No…

 

Voto: 8

RSVP: MESHUGGAH, DEATH, OBSCURA, DECAPITATED, OPETH, MASTODON

Label: Roadrunner Records
Anno: 2016

gojira-magma-cover

TRACKLIST

The Shooting Star

Silvera

The Cell

Stranded

Yellow Stone

Magma

Pray

Only Pain

Low Lands

Liberation

 

 

 

 

 

 

 

Rating: 9.0. From 2 votes. Show votes.
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  • amintorepiallao

    Super cool questo discone!

    Rating: 10.0. From 1 vote. Show votes.
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    • Andre

      Fa te!

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