DESULTORY – Through Aching Aeons

17 Lug DESULTORY – Through Aching Aeons

DESULTORY danno il secondo e (probabilmente) definitivo addio alle scene con “Through Aching Aeons”, quinta fatica in studio che arriva ben sette anni dopo quel “Counting Our Scars” che, invece, segnò il ritorno all’attività dei quattro musicisti svedesi, di cui si erano perse le tracce dai tempi del deludente “Swallow The Snake” del 1996.

 

Un addio annunciato per una band che ha pagato care sfortune varie e scelte sbagliate nel corso della sua turbolenta e frastagliata carriera. Nonostante non siano mai riusciti a eguagliare il successo di altri colleghi illustri (Entombed e Dismember su tutti), i Desultory sono dei veterani del death metal svedese che, nel periodo a cavallo tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90, lasciò un segno indelebile nel cuore (e nelle orecchie) di migliaia di appassionati.

 

Questo “Through Aching Aeons” è un piccolo omaggio al genere e alle sue gloriose origini; un ritorno alle sonorità di “Into Eternity” e “Bitterness”, senza però indugiare in citazionismi o nostalgie. Un’operazione già tentata e riuscita in maniera convincente con il precedente “Counting The Scars”.

 

I nove brani sono ricchi di spunti e “mood” diversi; 43 minuti carichi di tensione e pathos durante i quali non ci si annoia mai. Impossibile non farsi coinvolgere dalla furia dell’opener “Silent Rapture”, dalla cupa “Divine Blindness” e dall’intensità della conclusiva “Our Departure”, un esplicito saluto ai fan. “Slither”, la pesantissima “In This Embrace” e la title track “Through Aching Aeons” sono una sorta di lectiones magistrales sullo swedish death metal più puro e tradizionale, mentre la vera sorpresa è rappresentata dai passaggi melodici e dalla bellissima coda acustica di “Beneath the Bleeding Sky”, l’episodio dai toni più “prog” dell’album.

 

Il canto del cigno dei Desultory non suona affatto come un album realizzato da una band arrivata al capolinea; “Through Aching Aeons” è un disco pieno di oscura vitalità e originalità, una bella fotografia di un gruppo in pieno stato di grazia dopo tanta discontinuità. Nella speranza di eventuali ripensamenti da parte dei quattro deathsters svedesi, a noi ascoltatori non resta altro che goderci (anche se un con un po’ di malinconia) queste ultime nove tracce.

 

VOTO: 7,5

 

RSVP (Raccomandati Se Vi Piacciono): Dismember, Necrophobic, Unanimated

 

Label: Pulverised Records

Anno: 2017

Tracklist:

Silent Rapture

Spineless Kingdom

Through Aching Aeons

In this Embrace

Beneath the Bleeding Sky

Slither

Divine Blindness

Breathing the Ashes

Our Departure

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Giuseppe Loris Ienco
giuseppeloris@hotmail.it