BETHLEHEM – Bethlehem

A due anni di distanza dall’impronunciabileHexakosioihexekontahexaphobia”, tornano i BETHLEHEM con questo omonimo album.

 

Per festeggiare il 25esimo anno di attività, non solo la band è tornata con un nuovo, omonimo disco, ma bensì ha anche riformato al 50% la formazione d’origine: arrivano infatti Karzov alla chitarra e Onielar dei DARKENED NOCTURN SLAUGHTERCULT alla voce.

 

Operazione riuscita alla grande, a mio avviso, per i Bethlehem: ritorno parziale alle origini black-depressive metal, non tralasciando comunque quella parte dark-wave “malata” che li ha contraddistinti negli ultimi episodi discografici in studio. Produzione particolarmente curata per un suono decisamente più pieno e corposo, un artwork “orrendo” nel senso voluto del termine, e si può cominciare a parlare a 360° di questo lavoro.

 

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Comincia con un notevole grugnito (più che altro…è un rutto.) questo nuovo disco, e le premesse sono altamente calde e bollenti: “Fickselbomber Panzerplauze”,  “Kalt’ Ritt in leicht faltiger Leere” e “Kynokephale Freuden im Sumpfleben” scandiscono notevolmente il cambio di rotta parziale. Atmosfere oscure sì, pianoforti che rimbombano nel buio e urla strazianti condite da cocci di vetro appuntito: ma è con i blast beat serrati e i riff che la band riporta tutto al “Big Bang”. Un trend, quest’ultimo, che accompagnerà l’ascoltatore durante tutto il viaggio.

 

Le successive “Die Dunkelheit darbt”, “Gängel Gängel Gang” e “Arg tot frohlockt kein Kind” non frenano in alcun modo la violenza del quartetto, che ben poco lascia al respiro. Tempi lenti e “morti”, nel senso più metafisico – se vogliamo – del termine. Una fissazione, quella per il degradato ed il malato, che i Bethlehem hanno ben chiaro nella mente. “Verderbnisheilung in sterbend’ Mahr”  e “Wahn schmiedet Sarg” sono forse i brani meno convincenti dell’intero platter, mentre il tiro iniziale lo ritroviamo alla fine, con “Verdammnis straft gezügeltes Aas” e “Kein Mampf mit Kutzenzangen”, brani che portano ad una fine straziante e malinconica.

 

Non sicuramente un capolavoro, ma decisamente un ottimo ritorno sulle scene per il gruppo che con tutta probabilità ha dato via al genere “depressive black metal”.

 

 

VOTO: 7

RSVP (Raccomandati Se Vi Piacciono): LIFELOVER, COLDWORLD, DRUDKH

 

Label: Prophecy Productions

Anno: 2016

 

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01. Fickselbomber Panzerplauze

02. Kalt’ Ritt in leicht faltiger Leere

03. Kynokephale Freuden im Sumpfleben

04. Die Dunkelheit darbt

05. Gängel Gängel Gang

06. Arg tot frohlockt kein Kind

07. Verderbnisheilung in sterbend’ Mahr

08. Wahn schmiedet Sarg

09. Verdammnis straft gezügeltes Aas

10. Kein Mampf mit Kutzenzangen

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