ARCH ENEMY – Will To Power

Non sono un fan del death metal. Non che non mi piaccia, lo ascolto e a volte lo apprezzo, ma non lo inserirei mai tra i miei generi preferiti. Certamente però prediligo, tra i vari sottogeneri che spingono ad una fugace quanto spesso grossolana catalogazione, il death metal più melodico, morbido, ancora meglio se tecnicamente valido. Per questo mi ero approcciato nel migliore dei modi a “Will to Power”, decimo album in studio degli svedesi ARCH ENEMY. Perché il loro metal, tranne che in alcuni casi e pur rimanendo strettamente legato all’ambito death, non ha paura di approcciarsi a linee più morbide, cedendo alla melodia.

 

Certamente gli ARCH ENEMY non vengono da prove brillantissime, soprattutto visti i più o meno recenti eventi che ne hanno modificato la formazione, arrivando al cambio di front-man del 2014 con l’entrata nella band della splendida cantante canadese Alissa White-Gluz, e all’ennesimo cambio di chitarrista con l’entrata di Jeff Loomis al posto dell’ex Nick Cordle. Ecco, Loomis esordisce nella band proprio in questo ritorno sulle scene dopo 3 anni e, a mio modesto modo di vedere, è una di quelle (poche) cose che valga davvero la pena di ascoltare in “Will to Power”.

 

Non fraintendetemi, il disco non è brutto. Piuttosto lo definirei discontinuo e banale. Banale perché la proposta è abbastanza prevedibile e gli elementi ancora troppo comuni a tutta la produzione di un gruppo con alle spalle circa vent’anni di carriera, discontinuo perché sembrerebbe quasi che i pezzi di questo nuovo puzzle facciano ancora fatica ad incastrarsi insieme alla perfezione. Ad esempio una cosa che ho davvero amato sono stati gli interventi del grande Loomis e i suoi incredibili assoli, che però sembrano messi all’interno dei brani per il semplice fatto che debbano essere lì, quasi a destabilizzare la monotonia della meccanica strutturale di ogni canzone. E la stessa cosa si potrebbe dire dei riff. Persino quella che sarebbe potuta essere una bellissima sorpresa, cioè l’utilizzo della voce al naturale della White-Gluz, non viene sfruttata fino in fondo. Alla fine sembra di ascoltare un progetto dalle grandi intuizioni che non ha il coraggio di andare fino in fondo e imboccare una nuova via a scapito della vecchia.

 

Alla fin fine però la track list non delude se il metro di paragone resta il death metal nel senso assoluto del genere, con vere e proprie perle alternate a brani meno interessanti e ai singoli che sinceramente sembrerebbero voler accontentare un pubblico il più vasto possibile riuscendo forse a scontentare un po’ tutti. Tra i miei brani preferiti ci sono sicuramente “First Day in Hell” e il suo ipnotico riff iniziale, “Dreams of Retribution” e la sua intro melodicamente classicheggiante che esplode in vorticose scariche di violenza, “Blood in the Water” (in cui il connubio tra comparto tecnico, potenza e melodia lascia il segno) e “Reason to Belive”, che potrebbe apparire come una vera e propria nota stonata del disco, ma secondo me rivela tutta la bravura della vocalist.

 

Alla fin fine credo che questo “Will to Power” possa definirsi un disco di passaggio verso una nuova fase che potrebbe non portare assolutamente da nessuna parte se gli ARCH ENEMY non avranno davvero il coraggio di cambiare. Perché ok la velocità di esecuzione, ok il martellare della batteria, ok l’impronta vocale e tutta l’aderenza ai canoni del genere. Ma il potenziale per poter arrivare a qualcosa di “diverso” io l’ho percepito tutto. Sarei assolutamente curioso di ascoltare questo disco eseguito dal vivo. Ho la sensazione che potrebbe addirittura stupirmi.

 

VOTO: 6

RSVP (Raccomandati Se Vi Piacciono): THE AGONIST, CARNAGE, SENTENCED

Label: Trooper Entertainment

Anno: 2017

TRACKLIST

Set Flame To The Night

The Race

Blood In The Water

The World Is Yours

The Eagle Flies Alone

Reason To Believe

Murder Scene

First Day In Hell

Saturnine

Dreams Of Retribution

My Shadow And I

A Fight I Must Win

 

 

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  • giampaolo

    Avrai aggiunto un puntino in più al voto finale anche per la freschezza e ispirazione rispetto agli ultimi lavori con Angela e il primo con Alyssa. l’ingresso ha fatto e non potrà che fare bene alla causa degli Arch Enemy uno dei pochi act rimasti a sventolare la bandiera del death metal melodico di chiara matrice svedese.

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