ARCADEA – Arcadea

Da un paio d’anni a questa parte, i membri dei Mastodon sembrano non aver voglia di fermarsi neanche un secondo. Oltre ai lavori su “Emperor of Sand” – il nuovo album uscito a fine marzo – e a un intensissimo tour mondiale che li vedrà impegnati fino a febbraio 2018, quasi tutti i membri della band di Atlanta hanno trovato il tempo per dedicarsi a una quantità considerevole di progetti paralleli: Brent Hinds con i Giraffe Tongue Orchestra (insieme a William DuVall degli Alice In Chains e Ben Weinman dei Dillinger Escape Plan); Troy Sanders con i Gone Is Gone (un altro supergruppo con Troy Van Leeuwen dei Queens of the Stone Age e Tony Hajjar degli At The Drive-In); e, infine, Brann Dailor con gli ARCADEA.

 

Al fianco del batterista e cantante dei Mastodon ci sono i chitarristi (solo per l’occasione tastieristi) Core Atoms e Raheem Amlani. Il processo di realizzazione del disco è stato lungo e discontinuo, spalmato in poche sessioni di registrazione avvenute nel corso degli ultimi tre anni. La lentezza dei lavori, legata soprattutto ai mille impegni di Dailor, non ha però influito particolarmente sul risultato finale; anzi, ha permesso agli Arcadea di elaborare uno stile davvero particolare e infondere personalità ai brani.

 

Il trio propone un originalissimo crossover tra progressive, krautrock e musica elettronica, il tutto interpretato in chiave moderna e con una spiccata attitudine rock/metal. Reminiscenze del sound dei Mastodon ci sono, e non potrebbe essere altrimenti: Brann Dailor si prende il ruolo di protagonista grazie a un’eccellente prova dietro le pelli, solida e ipertecnica come ai tempi di “Blood Mountain”. Ad Atoms e Amlani spetta il difficile compito di tenere testa al funambolico batterista, con i loro riff e groove sintetici a incastrarsi tra gli innumerevoli fill di Dailor.

 

Gli spunti per le undici canzoni di “Arcadea” spaziano tra generi e campi diversi, in una perenne sospensione tra il moderno e il vintage: se in “Army of Electrons” e “Rings of Saturn” sembra di risentire le colonne sonore di alcuni videogiochi degli anni ’80, in “Infinite End”, “Through the Eye of Pisces” e “Gas Giant” sono evidenti i richiami alle musiche dei film classici di John Carpenter e Dario Argento. In altri casi, la band adotta un approccio più personale e sperimentale: tra questi, sono degni di nota la nenia psichedelica di “Neptune Moons”, il synth-metal cantato in falsetto di “Electromagnetic” e il funk malato di “Motion of Planets”. In chiusura c’è “Magnificent Façade”, il brano più tradizionalmente progressive ed epico del disco, con tanto di assolo di sintetizzatore nella lunga coda strumentale.

 

Gli Arcadea nascono come side-project e difficilmente potranno ambire a diventare qualcosa di più, considerando gli impegni di Dailor con i Mastodon che, negli ultimi dieci anni, sono diventati una delle realtà più importanti della scena metal mondiale. Da questo album di debutto, però, trapelano tracce di idee e trovate originali che, nonostante alcuni passaggi un po’ confusi e ancora acerbi, lasciano ben sperare nel futuro del trio.

 

VOTO: 7

 

RSVP (Raccomandati Se Vi Piacciono): Gatekeeper, Zombi, John Carpenter, Mastodon

 

Label: Relapse Records

Anno: 2017

Tracklist:

Army of Electrons

Gas Giant

Rings of Saturn

Neptune Moons

Infinite End

Electromagnetic

Motion of Planets

The Pull of Invisible Strings

Through the Eye of Pisces

Worlds Can Go On

Magnificent Façade

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