ANAAL NATHRAKH – The Whole Of The Law

05 Nov ANAAL NATHRAKH – The Whole Of The Law

Se c’è un gruppo che riesce ad unire svariati elementi di rilievo quando parliamo di metal, come grindcore, industrial, death metal ecc. questo è proprio il caso degli ANAAL NATHRAKH. Un duo che ha partorito ben 9 album nel giro di pochi anni, tutti bene o male di livello più che buono e degni di nota.

Con questo “The Whole Of The Law” , ultimo album in studio, gli Anaal Nathrakh però non riescono fino in fondo a muovere le giuste pedine per una vittoria schiacciante come potevamo aspettarci all’inizio. Chiariamoci subito: non è un brutto disco, anzi!

Partiamo da quello che in realtà è la fine, ossia un ascolto globale del disco: quello che ne emerge è un inferno caotico di suoni e di malvagità, come è sempre stato per la band fin dagli inizi della loro carriera. Echi elettronici e ampi spazi sinfonici (tanto cari al gruppo francese), riff schiacciaossa e midtempo electro-noise. Gli ingredienti, direte voi, ci sono tutti. Ma poi?

La folgorante “Depravity Favours the Bold” probabilmente è il brano più azzeccato e feroce del disco. Pezzi come “…So We Can Die Happy” e “And You Will Beg for Our Secrets” , ad esempio, vi lasceranno esterrefatti per la loro violenza, ma nulla aggiungeranno a ciò che è stato detto negli ultimi anni con gli ultimi dischi. Con “Extravaganza!”, il cui titolo già dice tutto a prescindere, gli Anaal vanno a sperimentare ancora di più, tentando forse anche troppo maldestramente di addentrarsi in territori ancora inesplorati a 360°. “We Will Fucking Kill You” è invece una sorta di tributo ai “grandi” del genere, come DIMMU BORGIR, CRADLE OF FILTH e simili, unendo al drumming furioso ulteriori tappeti di tastiere e synth da capogiro.

Chiudono il disco  “Man At C&A” dei THE SPECIALS e soprattutto “Powerslave” degli IRON MAIDEN: forse potevano evitarle?

Ad ogni modo, come già detto all’inizio, non un brutto disco, ma probabilmente solo una grossa occasione in parte sprecata!

VOTO: 6

RSVP: DIMMU BORGIR, CRADLE OF FILTH, BELPHEGOR, BEHEMOTH

Label: Metal Blade Records

Anno: 2016

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The Nameless Dread

Depravity Favours the Bold

Hold Your Children Close and Pray for Oblivion

We Will Fucking Kill You

…So We Can Die Happy

In Flagrante Delicto

And You Will Beg for Our Secrets

Extravaganza!

On Being a Slave

The Great Spectator

Of Horror, and the Black Shawls

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Andrea Lerose
leroseandrea@gmail.com

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  • giampaolo

    sto ascoltando l’album e devo dire che il marasma di suoni può anche sembrare caotico e inconcludente, trovo un nonsochè di malsano e di morboso che mi attira e mi delizia…a me piace.
    ci vedo un incrocio da Dimmu Borgir e primi Emperor (anche nella cover) con un pizzico di Berserker per l’elettronica.

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