METALLICA – Perchè dovremmo smetterla di lamentarci del suono di “…And Justice For All”

“…And Justice For All” dei METALLICA è uno di quegli album che al primo ascolto, per un novellino del metal, può risultare indigesto, parecchio indigesto. Per chi invece è abituato al sound dei Four Horsemen e più generalmente al metal beh, questo disco potrebbe rientrare tra i preferiti dello scaffale.

(l’artwork ufficiale di “…And Justice For All”)

La discussione di fondo, che i fan di tutto il Mondo portano avanti da quasi trent’anni (il disco è del 1988), riguarda il master finale dell’album, che risulta esser praticamente privo del suono tondo e pieno del basso. KOMPLOTTO?!?! KOSPIRAZIONE?!?!?!?

No.

Ma andiamo con ordine.

Il 27 settembre del 1986 a Ljungby, una piccola cittadina svedese, muore tragicamente Clifford Lee Burton, Cliff per amici e fan, ossia il secondo bassista ufficiale della band. Tutto questo accade durante uno dei periodi più intensi e di maggior successo del quartetto, che ne esce distrutto in tutti i sensi. Si pensa al ritiro, si pensa all’abbandono delle scene, ma la macchina “Metallica” è oramai rodata, il successo è tanto, e forse anche con un pizzico di malincuore si decide di proseguire con un nuovo sostituto, il giovane Jason Newsted, bassista fino ad allora dei FLOATSAM AND JETSAM.

(Cliff Burton durante il tour a supporto di “Master Of Puppets”)

Arriviamo a cavallo tra il 1987 ed il 1988. La band entra in studio a gennaio ’88 in quel di Los Angeles per registrare quello che sarà il successore di uno degli album thrash metal più importanti della storia, e cioè “Master Of Puppets”. In studio ci sono solo loro: Metallica e Flemming Rasmussen. Danese, già dietro al mixer per “Ride The Lightning” (secondo album in studio del gruppo) e “Master Of Puppets”, il produttore ha stretto un legame particolare con la band, specialmente con l’allora già “velatissimo” leader Lars Ulrich, batterista ed anch’egli svedese di nascita, ed il cantante-chitarrista James Hetfield.

Secondo me è qui che si gioca la partita.

La band ha perso un vero leader, colui che ha dato forma, cuore, musica ad uno degli album più importanti di sempre, “Master Of Puppets”. Cliff Burton è morto, e con lui l’estro, la creatività, forse anche l’unione della band stessa. C’è la crisi, c’è il dolore e la difficoltà. Ma bisogna andare avanti e “no, non lo vogliamo un altro bassista” – anche se dobbiamo. I Metallica, forse inconsciamente o forse no, hanno proibito a Jason Newsted di “farsi sentire” all’interno di “…And Justice For All”. Questo secondo me, ovviamente. Lo dimostra il suono di “Metallica”, il “Black Album” del 1991, ciò che è venuto dopo Justice: un suono carico di groove, stracolmo di bassi, quasi a volersi scusare con Newsted stesso e coi fan, che fin da subito avevano cominciato a criticare il risultato finale del 1988.

Il prodotto finale di “…And Justice For All” è qualcosa di assolutamente unico e spiazzante. I testi sono probabilmente quelli più impegnati di sempre, e si finisce inevitabilmente a parlare di vita, morte e rapporti umani. I suoni sono spigolosi, metallici (appunto) e vengono supportati da quella che rimane una delle prove più brillanti dietro le pelli per Ulrich (che ha poi ammesso di aver avuto seri problemi di cocaina in quel periodo). Un buon 80% dei brani di questo disco viene tuttora suonato in sede live: “One”, “Blackened”, “Harvester Of Sorrow”, “The Frayed Ends Of Sanity”, “Dyers Eve”.

Una delle caratteristiche più rilevanti di questo album è che sì, il basso non si sente affatto.

La critica in generale si è sempre espressa su più fronti. C’è chi ha dato la colpa a Rasmussen, il quale “casualmente” non lavorerà più con la band (lasciando più spazio a quel povero rincoglionito di Bob Rock), chi al gruppo, chi a Newsted. Ma forse in cuor nostro sappiamo che la “colpa” è del “solito duo” Ulrich – Hetfield. Ho scritto “colpa” tra virgolette, sì, perchè di colpa non si tratta.

(la formazione ufficiale di “…And Justice For All”: da sinistra Lars Ulrich alla batteria, James Hetfield a voce e chitarra ritmico/solista, Kirk Hammett alla chitarra solista ed il nuovo entrato Jason Newsted al basso)

Bisogna contestualizzare. Contestualizzare il gruppo ma soprattutto gli esseri umani. I Metallica anche oggi ricordano Cliff Burton praticamente durante ogni concerto. Ho avuto la fortuna di esser presente a Bologna, nel 2006, durante il concerto celebrativo del ventennale di “Master Of Puppets“. Oltre alla tracklist eseguita per intero, i Nostri hanno ricordato con infinito amore ed affetto Cliff, regalandogli anche dopo anni dalla sua morte tutto il merito di quell’album. Ma i Metallica hanno voluto bene anche a Newsted, così come ne vogliono a Trujillo e ne hanno voluto al povero McGovney.

Newsted è solo capitato forse nel momento sbagliato. Ma non è stata colpa sua. Non è stata colpa di nessuno. Forse.

Ma questa, come direbbe il buon Lucarelli, è un’altra storia.

 

 

 

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